

L’appello finale di Arena 2024
Il Webinar sulle 5 C per prendersi cura della nostra casa comune, realizzata nei mesi di gennaio, febbraio e marzo 2024, è riuscito molto bene
L’apertura e la chiusura del Webinar è avvenuta in forma di condivisione. Dopo l’apertura sono state realizzate le 5 serate di approfondimento sulle 5 C: la prima serata sulla C come Custodia, la seconda sulla C come Conversione ecologica, la terza sulla C come Comunità, la quarta sulla C come Cura e la quinta sulla C come cambiamento
Trovate tutto il materiale per poter ascoltare le registrazioni, oppure per vedere i PowerPoint sulle relazioni, come pure leggere documenti integrativi. Ecco il link http://www.goccedigiustizia.it/webinar-2024/
Buona lettura e buona visione. Ma soprattutto buona pratica delle 5 C per custodire la nostra sorella e madre terra.


Le iscrizioni entro venerdì 12 gennaio 2024 via e-mail goccedigiustizia@gmail.com oppure via whatsapp o telegram 346 2198404 (Adriano)
Tutto il programma in pdf
Natale
L’abbraccio di Dio all’umanità
Per il Natale 2023 regala cultura
Cari amici e care amiche,
è importante regalare a Natale anche un po’ di cultura, in modo da stimolare alla buona lettura per far cogliere le buone pratiche che possono migliorare la propria vita. Sono nuovi stili di vita che rendono presente l’amore di Dio mediante la nostra tenerezza verso: fratelli tutti e sorelle tutte.
Vi faccio la proposta di inserire nei pacchi doni la Miniguida delle relazioni umane, sociali, ecologiche e cosmiche. Si tratta di una piccola guida che aiuta a riscattare la buone relazioni interpersonali. Per esempio, riscoprire la bellezza dell’abbraccio che è molto terapeutico, il saluto che è il ponte della relazione, il sorriso che è la gioia della relazione, oppure il silenzio mediante l’ascolto che è la profondità delle relazione. Ma anche riscoprire lo stupore del cielo stellato o del tramonto: relazioni cosmiche. Come pure, la preziosità di piccole creature come le api oppure l’indispensabile utilità degli alberi per la nostra casa comune.
La Miniguida presenta, oltre alle tante buone pratiche relazionali, anche vari approcci: tra i quali quello della giustizia “erotica” oppure dell’economia della felicità, anche quello della Laudato si’. Inoltre, trovate varie dinamiche laboratoriali per vivere buoni rapporti per una ecologia integrale.
Costo della Miniguida € 4,00
Fate pure la richiesta
via e-mail adrianosella80@gmail.com,
oppure via whatsapp o telegram 346-2198404 .
Un abbraccio natalizio. Adriano
Un nuovo stile di celebrare la Giornata del Ringraziamento
Proposte per le comunità cristiane
Il 12 novembre 2023 ci sarà la Giornata Nazionale del Ringraziamento per i frutti della terra. Il Messaggio della CEI per la 73ª Giornata ha come titolo Lo stile cooperativo per lo sviluppo dell’agricoltura: “L’insegnamento biblico suggerisce il principio della fraternità quale paradigma capace di illuminare ogni attività umana, agricoltura compresa: il mandato di coltivare e custodire la terra (cf. Gn 2,15) coinvolge l’umanità a livello personale, familiare e in ogni forma di collaborazione con gli altri. Nell’Enciclica Fratelli tutti, Papa Francesco non solo rilegge la parabola del Buon Samaritano per aiutarci a riscoprire il senso dell’essere fratelli, ma muove dalla domanda rivolta a Caino «Dov’è Abele, tuo fratello?» (Gn 4,9) per aiutarci a «raccogliere uno sfondo di secoli» in cui la Parola ci invita alla fraternità e ci abilita «a creare una cultura diversa, che orienti a superare le inimicizie e a prenderci cura gli uni degli altri» (Fratelli tutti, n. 57). Anche nell’esperienza del lavoro siamo chiamati a creare quello stile che non ci fa sentire concorrenti, ma fratelli, così come ad esempio ha fatto san Paolo con Aquila e Priscilla: erano fabbricanti di tende, uniti dalla stessa fede, e a Corinto vanno a stare nella stessa abitazione, ottimizzando certamente anche la loro attività (cf At 18, 1‐4)“ (Stralcio dal Messaggio).
Per vivere con nuovo stile la celebrazione, proponiamo due proposte:
Il simbolo per la celebrazione. Solitamente viene posto davanti all’altare un cesto pieno di frutti e di verdure come doni di sorella e madre terra. Invitiamo, in questa celebrazione, ad aggiungere anche un altro cesto contenente i volti degli animali e delle persone umane che sono le creature che abitano questa nostra terra. I volti, soprattutto, di tutti coloro che custodiscono e coltivano la terra. Per cui:
Per vivere un nuovo stile di benedizione ai trattori e ai veicoli (auto e moto), aggiungere anche le biciclette e i piedi:
Vicenza, 4 novembre 2023
Commissione diocesana Nuovi Stili di Vita
presso il Convento di S. Maria del Cengio a Isola Vicentina (VI),
(entrata libera con ampio parcheggio)

Programma:
Info clicca qui www.goccedigiustizia.it
Le 5 C per il Tempo del Creato: dal 1° settembre al 4 ottobre 2023. Per impegnarsi a custodire la nostra casa comune: sorella e madre terra.

L’Arte dello scultore è attuale, necessaria e urgente
Togliere, non aggiungere, per dare forma e bellezza
A Recoaro Terme è in atto in questi giorni il Simposio di scultura di legno, organizzato dalla Pro Loco. Quest’anno ci sono ben 11 scultori: alcuni locali e gli altri da varie parte d’Italia. Sono stati distribuiti nelle varie piazze di Recoaro. Hanno ricevuto un tronco di 1,50 metri di altezza e largo 40 cm e devono impegnarsi a fare la loro scultura di legno durante il giorno sotto un gazebo, in modo che la gente possa vedere, osservare e anche interloquire con loro. Hanno cominciato il 10 agosto e devono completare l’opera il giorno di ferragosto.
La gente si ferma volentieri ad osservare, ma anche ad interloquire con i vari scultori che si dimostrano disponibili e interessati a sentire i vari commenti dei passanti. Ho potuto interloquire con alcuni di loro e accettano anche eventuali suggerimenti.
Ogni giorno passo e mi fermo ad osservarli. I miei occhi si soffermano sullo sviluppo dell’opera ma anche su tutto quello che hanno già eliminato dal tronco e che si può vedere per terra: tanti pezzi di legno tagliati dal tronco attraverso il motosega, tanti frammenti del tronco staccati dal lavoro minuzioso dello scalpello, ma sopratutto tanta segatura che copre totalmente il pavimento del gazebo.
Mi colpisce molto la quantità enorme di legno che devono togliere per poter dare la forma e poi i tanti frammenti che devono eliminare per dare bellezza al soggetto che vogliono rappresentare. Senza tutto questo togliere dal tronco, non riuscirebbero a dare né forma e tanto meno bellezza all’opera. Senza il togliere rimarrebbe il tronco intero, come l’avevano ricevuto. Mentre la trasformazione del pezzo di legno viene mediante l’arte del togliere con intelligenza: eliminare tutto quello che non serve per dare forma e bellezza alla scultura.
Questa arte rappresentata dagli scultori è l’arte che dobbiamo imparare tutti per dare alla nostra vita forma e bellezza: togliere per risaltare quello che è importante, eliminare per custodire quello che davvero conta, liberare per la cura dell’essenziale. Si chiama sobrietà che consiste nel percepire quello che è davvero utile ed essenziale per il bien vivir, eliminando tutto quello che è superfluo e inutile.
Viviamo tutti, purtroppo, dentro ad una realtà che ci porta più ad accumulare che a togliere, ci spinge all’avere più che all’essere, ci condiziona a possedere tutto e di più. E alla fine, perdiamo la forma e soprattutto la bellezza del gusto del vivere, cadendo dentro ad un quotidiano pieno di tanti oggetti o cose da fare. Sempre più vuoto di relazioni umane e povero del sapore della vita: una vita segnata dall’amaro impoverimento relazionale.
Nella Miniguida delle relazioni umane, sociali, ecologiche e cosmiche riporto un’indagine che fa emergere come gli europei possiedono, mediamente, 10 mila oggetti nelle proprie case. Un giorno ho incontrato un signore, il quale mi ha raccontato che sua moglie aveva partecipato ad una mia conferenza e tornando a casa aveva cominciato a contare i tanti oggetti della loro casa. Mi ha confessato che si era fermata a mille e poi aveva esclamato “ha proprio ragione”.
La sobrietà è dunque l’arte dello scultore, in quanto bisogna togliere dalla propria vita tutto quello che è inutile, superfluo e dannoso, per poter coltivare quello che è utile, essenziale e benefico per il ben vivere. La sobrietà fa suo il compito dello scultore: togliere per generare bellezza.
Impariamo quindi l’arte dello scultore, se vogliamo liberarci da tutto quello che è dannoso e che ci impedisce di stare bene. Valorizziamo gli scultori, come ha fatto la bella iniziativa della Pro Loco di Recoaro Terme.
Non possiamo lasciare morire l’arte dello scultore, in quanto perderemo la capacità di rendere bella la nostra vita. Se vogliamo costruire una vita con il sapore della bellezza, dobbiamo imparare a togliere, a liberare e ad eliminare, per essenzializzare e per custodire quello che davvero conta, in modo da stare bene dentro se stessi, ma anche con gli altri e con tutto quello che ci circonda, soprattutto la natura.
La chiamo anche sobrietà felice, in quanto essa non è privazione ma liberazione da tutto quello che ci ostacola per diventare felici.
“Meno oggetti e più relazioni, meno tecnologie mediatiche e più incontri interpersonali” è uno slogan che utilizzo spesso nella mia opera educativa, in quanto l’essenziale non sta nell’accumulazione di cose ma nelle relazioni umane. Siamo esseri relazionali e non possiamo vivere senza relazioni. Abbiamo bisogno non solo di tanti contatti, come avviene nei social network, ma soprattutto di relazioni vere, non liquide. Relazioni che siano intrise di tenerezza, di amore, di custodia, di pace, di verità, di riconciliazione. È questo tipo di relazioni che riesce a generare il gusto del vivere e quindi a dare bellezza alla vita.
L’arte dello scultore è quindi importante per affrontare i problemi di oggi e per generare un domani migliore. Manteniamo viva questa arte per poter apprezzare la bellezza delle sculture, ma soprattutto per far gustare la bellezza della vita.
Recoaro Terme 13 agosto 2023
Adriano Sella
(educatore, scrittore, promotore e coordinatore del movimento nazionale Nuovi Stili di Vita)

scultore: Manuel Rossi di Asiago