Il pensiero del giorno (ogni giorno un pensiero diverso)

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Lunedì 27 febbraio

Strappare la bellezza ovunque essa sia e regalarla a chi mi sta accanto. Per questo sono al mondo.

Alessandro D’Avenia

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Domenica 26 febbraio

Cercate invece, anzitutto, il Regno di Dio e la sua giustizia e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta.

La Bibbia, Matteo 6,24-34

N.B.   Puoi trovare  tutti gli altri pensieri pubblicati cliccando il l link tutti i pensieri. Dal lunedì al giovedi trovate pensieri di scrittori, poeti, personalità ma anche di piccole e umili persone, al venerdì pubblico un mio pensiero, mentre al sabato un pensiero tratto dalla letteratura cristiana (profeti, padri della Chiesa, vescovi e pastori, autorità ecclesiastiche delle varie Chiese cristiane, dottrina sociale della Chiesa). Alla domenica trovate un pensiero tratto dalla Parola di Dio (Bibbia).

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La festa del risparmio energetico mediante la condivisione

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Il 24 febbraio è la festa del Risparmio Energetico e degli Stili di Vita Sostenibili.
Spegniamo le luci e accendiamo l’energia della condivisione.
Si può condividere l’auto per andare al lavoro.
Si può condividere la bicicletta e partire tutti insieme.
Si può iniziare ad usare il bike sharing o il car sharing.
Si può condividere il cibo: cucinare e mangiare insieme, a casa o in piazza.
Si può condividere il trapano, la polentiera, l’aspirapolvere, il tosaerba e la lavatrice.
Si può condividere la casa: con l’ospitalità, lo scambio, il divano o un posto per il sacco a pelo.
Si può condividere la banda: aprire il proprio wireless, sherare.
Si può condividere un saper fare: t’appendo quel quadro, t’insegno lo spagnolo, ti riparo la gomma della bicicletta.
Si può condividere un sapere: lasciare un libro o un giornale.
Si può condividere lo sport: correre insieme, pedalare, nuotare e sudare.
Si può condividere un telescopio e guardare le stelle che con le luci spente son più belle. E il cielo è di tutti, già condiviso

Si possono condividere i vestiti e i giocattoli usati dei nostri figli organizzando un baratto a scuola

Si possono condividere le incombenze, facciamo che oggi te lo porto fuori il cane
Si possono condividere i genitori e i bambini facendo i compiti insieme
Si può condividere qualsiasi cosa. Si può condividere un po’ di tempo. In silenzio. Si può anche parlare e ascoltarsi
 
In ogni condivisione c’è un risparmio di energia.
Ogni condivisione genera energia.
Condividere fa bene.
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Percorso laboratoriale: nuovi stili di vita alla luce del Vangelo

nuovi-stili-di-vita-e-vangeloNuovi Stili di Vita alla luce del Vangelo

Percorso di laboratori interattivi

Ogni prima domenica del mese da febbraio a giugno 2017

Convento di S. Maria del Cengio – Isola Vicentina

Il movimento Gocce di Giustizia promuove, insieme con la comunità di S. Maria del Cengio, questa bella e importante iniziativa.

Questo percorso laboratoriale aiuta a capire come cambiare i nostri stili di vita a partire nel quotidiano, ma anche a percepire che il cambiamento è un’esigenza del Vangelo.

Vi aspettiamo e scarica la locandina: nuovi-stili-di-vita-e-vangelo

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“Dal grido al cambiamento”, il nuovo libro di Adriano Sella

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Proposta laboratoriale per conoscere l’enciclica Laudato si’ mediante 5 parole chiave (Grido, Relazione, Bellezza, Responsabilità e Cambiamento.

clicca qui per scaricare il pdf con tutta la proposta (metodologia, laboratorio, tempistica)

Il libro di Adriano Sella  “Dal grido al cambiamento, educhiamoci ai nuovi stili di vita con la Laudato si‘”,  propone un percorso pastorale ed educativo, mediante 5 parole chiavi dell’enciclica Laudato si’: Grido, Relazione, Bellezza, Responsabilità, Cambiamento per nuovi stili di vita.
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Natale del Mondo

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Vi presento il segno natalizio che ho voluto costruire quest’anno, in forma di presepio del natale del mondo. Ho voluto rappresentare la diversità del mondo, mediante le differenti religioni, ma anche la possibilità dell’unità e della pace, mediante un Dio che ama così tanto il mondo da farsi carne, ossia terra e non più solo cielo. Vengono presentati alcuni tratti delle 4 religioni più grandi del mondo come numero di credenti (cristianesimo, islam, buddismo e induismo). Le 4 strisce colorate che partono dal cielo rappresentano le 4 religioni. Sulle strisce ci sono alcuni informazioni: il natale dei fondatori, alcune caratteristiche religiose, i vari calendari usati dalle religioni. Tutte 4 s’incontrano nella grotta del Dio con noi, rappresentata da un cesto che raccoglie molti volti, soprattutto dei poveri e sofferenti. Tutti questi volti vogliono rappresentare il volto di oggi del Gesù bambino: il Dio talmente  innamorato dell’umanità che arriva fino al punto di farsi terra e non più solo cielo.

Un abbraccio di auguri.

Adriano

Guarda il tutto:

  • presentazione in pdf:

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  • foto:

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A Natale regala relazioni umane

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A Natale regala relazioni umane

per tirar fuori l’essere umano con la sua tenerezza.

Le cose non sono essenziali, come questa economia ci fa credere, ma sono solo utili. Non dobbiamo demonizzarle, bisogna però imparare ad utilizzarle come un bene che ci aiuta a vivere meglio. Invece, esse diventano spesso una merce per generare solo profitto. Oggi, non solo possediamo tantissime cose, ma spesso siamo possedute dalle cose. Basti pensare al nostro tempo quotidiano che viene assorbito dallo stare dietro ai dieci mila oggetti, che generalmente noi europei abbiamo nelle nostre case.

Qual’è l’essenziale per vivere bene? L’economia della felicità ci rivela che la felicità non dipende dall’accumulo di tanti oggetti ma dipende dai beni relazionali. Se ci sono, allora siamo felice. Ecco dove sta l’essenziale: nelle relazioni umane.

Le statistiche sulla realtà italiana, anche le più recenti, mostrano sempre che è aumentata la fascia di chi è a rischio di povertà. Non raccontano mai che esiste anche una povertà relazionale, la quale supera altamente quella economica e si manifesta in varie situazioni umane di sofferenza: persone sempre più sole e abbandonate; anziani costretti a morire da soli e ritrovati addirittura dopo anni; il disagio giovanile che è sempre più forte a causa della mancanza di relazioni umane e del sapore della vita, anche se i giovani hanno tutte le tecnologie dal tablet all’ultimo smartphone; adulti sempre più di corsa per aumentare il potere di acquisto ma svuotati del gusto di vivere e di calore umano; bambini costretti a stare sempre più soli davanti alla tv, ad internet e ai tantissimi giocattoli.

Nonostante che possediamo tanti oggetti e abbiamo a disposizione tanta tecnologia, siamo sempre più affamati e assetati di relazioni che esprimono l’affetto del calore umano, senza il quale non possiamo vivere. E questo viene reso concreto mediante un abbraccio, una mano data, un sorriso, un incontro, lo stare insieme, il condividere la vita, la tenerezza quotidiana, ecc.

Un giovane di 19 anni mi ha manifestato che una sua grande sofferenza dipendeva dal fatto che suo padre non gli aveva mai dato un abbraccio. Mentre un adolescente di 16 anni mi ha rivelato, che quando tornava a casa da scuola aveva tanta voglia di raccontare ai propri familiari quello che stava vivendo, ma durante il pranzo non poteva parlare perché la televisione era sempre accesa.

Una mamma mi ha detto che sua figlia quando tornava dall’università le chiedeva sempre un abbraccio e lo voleva fatto bene. Mentre un’altra mamma è venuta a parlarmi insieme con sua figlia, dopo la conferenza, e mi ha raccontato che quella sua figlia un giorno le aveva detto che era emotivamente stitica come mamma. Allora da quel giorno si era impegnata a darle l’affetto materno e si era accorta che acquistava e consumava meno, perché le relazioni umane la arricchivano e l’aiutavano a liberarsi dal consumismo compensatorio.

Un ragazzo di 14 anni mi ha descritto il regalo più bello che aveva ricevuto in uno dei suoi compleanni: la lettera che sua mamma gli aveva scritto a mano, generando in lui molte emozioni positive nel rileggerla varie volte. Una bambina di 8 anni ha fatto commuovere la nonna quando le aveva chiesto un abbraccio molto forte e lungo.

Sono alcune testimonianze che ci dicono quanto è importante il calore umano generato dalle relazioni che esprimono l’amore tra le persone.

Papa Francesco, nella sua bella enciclica Laudato si’, ci rivela che tutto nel creato è connesso, collegato e in relazione. Con altre parole, il creato è una grande tela di relazioni e ogni creatura, soprattutto quella umana, è costitutivamente relazionale. Siamo quindi esseri relazionali e le relazioni umane sono il nostro ossigeno per vivere. Non dimentichiamoci di questa dimensione essenziale per poter vivere bene! Altrimenti, rischiamo di diventare dei morti viventi.

Allora, in questo periodo natalizio dove tutti siamo impegnati a scegliere i regali da offrire, fa bene ricordarci che il più bel regalo siamo noi e non le cose. E questo regalo non è in vendita nei negozi. Si chiama amore e lo si concretizza mediante le relazioni umane vive, gratuite e ricche di calore umano.

Regaliamo quindi relazioni umane! Non hanno prezzo, ma esigono che finalmente tiriamo fuori il nostro amore, senza più surrogati relazionali, facendoci diventare esseri umani: un dono l’uno per l’altro e non più solamente offrendo doni.

Adriano Sella

(missionario del creato e dei nuovi stili di vita)

e-mail: adrianosella80@gmail.com

N.B. – Se ti serve, scarica il pdf    a-natale-regala-relazioni-umane

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Missione oggi con i nuovi stili di vita

Condivido questo articolo che mi è stato richiesto per rafforzare la missione oggi.missione-oggi


MISSIONE E NUOVI STILI DI VITA

Connessione tra missione e nuovi stili di vita

Non è superfluo ricordare che finalmente nella Chiesa non si parla più di missioni ma di missione, andando oltre la visione eurocentrica di missione che era quella di portare, attraverso i missionari tradizionali, il modello europeo di Chiesa in ogni parte del mondo. Invece è tutta la Chiesa ad avere una missione universale da compiere, anzi è essa stessa missione e lo deve essere sempre. Il Concilio Vaticano II ha rotto lo schema ecclesiocentrico (la Chiesa come centro e come fine) indicandoci con fermezza che l’orizzonte della Chiesa è la costruzione del regno di Dio. Il popolo di Dio è sempre in cammino per realizzare la grande missione che ci ha consegnato Gesù: il regno di Dio. Papa Francesco ci dà stimoli nuovi e forti per poter realizzare la missione che Gesù Cristo ha vissuto e testimoniato, invitando la sua comunità a continuarla.

Mettendo insieme l’esortazione apostolica Evangelii Gaudium e l’enciclica Laudato si’ emerge la connessione tra missione e nuovi stili di vita.

L’Evangelii Gaudium ci fa riscoprire che la grande missione della Chiesa è annunciare a tutti la gioia del Vangelo che sgorga dall’incontro gioioso e pasquale con Gesù Cristo. “Invito ogni cristiano, in qualsiasi luogo e situazione si trovi, a rinnovare oggi stesso il suo incontro personale con Gesù Cristo o, almeno, a prendere la decisione di lasciarsi incontrare da Lui, di cercarlo ogni giorno senza sosta. Non c’è motivo per cui qualcuno possa pensare che questo invito non è per lui, perché nessuno è escluso dalla gioia portata dal Signore (n. 3). L’esortazione ci svela il cuore del Vangelo: la vita diventa bella e gioiosa se fa suo il dinamismo di vivere per gli altri. Quante volte Gesù Cristo ha fatto capire ai suoi che dovevano cambiare rotta: da persone che pensavano solo a se stesse a persone che, dopo l’incontro con Lui, sarebbero vissute per gli altri!

L’enciclica Laudato si’ ci presenta molto bene il legame tra la vita intrisa del Vangelo di Gesù Cristo e la cura della casa comune che è anche una sorella e una madre che ci accoglie tra le sue braccia: “Altri sono passivi, non si decidono a cambiare le proprie abitudini e diventano incoerenti. Manca loro dunque una conversione ecologica, che comporta il lasciar emergere tutte le conseguenze dell’incontro con Gesù nelle relazioni con il mondo che li circonda” (LS 217). I nuovi stili di vita sono quindi, secondo Laudato si’, le conseguenze visibili e concrete delle molteplici relazioni che ci legano alla casa comune: motivate e rinnovate dall’incontro con Gesù, esse tracciano oggi i vari percorsi per la realizzazione del regno di Dio.

Azioni pastorali concrete per i nuovi stili di vita nelle comunità cristiane

Laudato si’ sottolinea per almeno 21 volte che gli attuali stili di vita delle nostre società sono insostenibili e chiama almeno 35 volte l’umanità intera alla conversione ecologica mediante “nuovi stili di vita”. Fa anche esempi concreti di cambiamenti che partono dal basso e che possano “convertire” anche le istituzioni. “Un cambiamento negli stili di vita potrebbe arrivare a esercitare una sana pressione su coloro che detengono il potere politico, economico e sociale. È ciò che accade quando i movimenti dei consumatori riescono a far sì che si smetta di acquistare certi prodotti e così diventano efficaci per modificare il comportamento delle imprese, forzandole a considerare l’impatto ambientale e i modelli di produzione. È un fatto che, quando le abitudini sociali intaccano i profitti delle imprese, queste si vedono spinte a produrre in un altro modo. Questo ci ricorda la responsabilità sociale dei consumatori. «Acquistare è sempre un atto morale, oltre che economico» (n.147).

Parlando della responsabilità sociale dei consumatori, papa Francesco cita l’enciclica Caritas in Veritate di Benedetto XVI, che a sua volta cita l’enciclica Centesimus Annus di Giovanni Paolo II. Insomma, sono tre i papi che ci chiamano alla responsabilità sociale come cittadini consumatori. Responsabilità da vivere sia personalmente sia comunitariamente. Le nostre comunità devono impegnarsi in questa sfida educativa per una conversione ecologica dei propri membri, che li aiuti a fare scelte per una vita sobria, giusta e solidale.

Ecco un esempio molto semplice: una “festa” (parrocchiale o diversamente comunitaria) è etica se si fa una spesa giusta, se c’è l’impegno a fare meno rifiuti e quei pochi ben differenziati, se si valorizzano i prodotti stagionali e quelli che vengono dalla propria terra e da mani che hanno cura e rispetto della madre e sorella comune, senza inquinarla con pesticidi e diserbanti. E, ancor più, se è una festa che sa accogliere tutti, soprattutto i poveri, i diversi e gli stranieri.

Facciamo molta fatica a capire che questi impegni concreti sono conseguenza della missione evangelica e di una conversione quotidiana per custodire il grande dono di Dio che è il Creato. Nelle nostre parrocchie, diocesi e congregazioni religiose come viene vissuto l’impegno di ridurre i rifiuti? La nostra Chiesa sta formando cristiani che sanno accogliere i diversi e gli immigrati con tenerezza e giustizia, superando buonismi o chiusure? Le nostre comunità cristiane nell’incontrare gli altri mostrano l’opzione preferenziale per i poveri?

E c’è anche un nuovo stile di evangelizzazione che la Chiesa tutta deve far proprio: gli evangelizzatori devono avere uno stile gioioso e non da funerale, uno stile pasquale e non da quaresima senza Pasqua. “Missione per attrazione” la chiama il Papa. Le tante Messe, celebrate nelle parrocchie, nelle cattedrali e nei santuari emanano la gioia del Vangelo e fanno vivere un incontro gioioso con il Risorto e tra fratelli? Oppure sono riti noiosi e che non danno l’idea di un Dio Padre e Madre che abbraccia tutta l’umanità e tutto il cosmo?

Ecco, dunque: la missione esige nuovi stili di vita, nuovi stili di Chiesa e nuovi stili di evangelizzazione per incarnare sulle vie della storia contemporanea l’amore di un Dio che ama fino alla croce e fino alla gioia di una risurrezione cosmica.

Adriano Sella

(missionario del creato e dei nuovi stili di vita)

Vedi l’articolo in pdf  missione-e-nuovi-stili-di-vita-redazione-finale

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