3° Biciclettata della Laudato si’ a Vicenza

Percorso della biciclettata

  • ore 16.30: ritrovo presso i Missionari Saveriani, Viale Trento 119 – Vicenza
  • ore 17.00: partenza
  • soste previste:
  1. sul ponte di S. Croce,
  2. davanti alla porta di S. Bortolo,
  3. davanti all’entrata dell’ospedale,
  4. davanti all’Istituto Rossi,
  5. sul ponte degli Angeli,
  6. davanti al teatro Olimpico,
  • ore 19.00: arrivo in piazza dei Signori e flash mob per madre terra

N.B. portare bandiere o scritte attinenti alla giornata, da appendere sulla bicicletta oppure sulla schiena dei partecipanti.

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Cambiamenti a km 0: il possibile nel quotidiano

Educare ai cambiamenti quotidiani è la sfida di oggi per rendere concreto, possibile e quotidiano un mondo giusto, fraterno e solidale

Il Dodecalogo è uno strumento molto utile per la realizzazione del cambiamento nel quotidiano, a partire dal basso.

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Il voto nel portafoglio: consum-attori quotidiani

Per presentare la nuova edizione (11°) della Miniguida al consumo critico e al boicottaggio, il Movimento Gocce di Giustizia promuove una videoconferenza con la presenza di Francesco Gesualdi, il quale approfondirà l’argomento sul “Voto nel portafoglio – consum-attori quotidiani”.

Momento formativo, in videoconferenza, per educarci a diventare sempre più consumatori responsabili per poter cambiare “questa economia che uccide”. Francesco Gesualdi è pioniere di questa responsabilità sociale dei consumatori e delle impre

Giovedì 6 maggio alle ore 21.00

sulla piattaforma google meet.

Il link di collegamento meet.google.com/ygx-yhqu-umv

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L’Africa nel nostro cellulare

La Rete VicenzaMondo

promuove una videoconferenza

con un format laboratoriale

e con delle testimonianze dall’Africa

L’incontro sarà in modalità laboratoriale e si svolgerà online meet.google.com/sfw-ydav-pwm, vedi il link nella locandina, oppure sulla diretta facebook https://www.facebook.com/vicenzamondo/

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Due messaggi per il tempo Pasquale

Condivido due messaggi molto significativi di due grandi poeti: il primo sul valore della croce di David Mria Turoldo e il secondo sul significato della Pasqua di Gabriele D’Annunzio

Gesù prende la croce come chi assume con essa la totalità della sua vita, la somma delle opzioni che lo hanno portato a questa situazione. Prima di essere simbolo di morte,la croce è simbolo di vita. La croce è simbolo di scelta, di libertà. La croce di Gesù comincia con la sua vita: con il suo modo di nascere, con il luogo che occupa nella società, Dio fra noi, con la sua audace predicazione a favore dei poveri, degli espropriati, di quanti noi avviciniamo con tanta fatica. Lì comincia il dramma di un Dio che, spinto a farsi uno di noi, non troverà accoglienza da parte nostra, quando rivelerà ciò che egli è, perché noi preferiamo altre immagini di Dio più a nostra somiglianza, meno scomode, più al servizio delle nostre insicurezze. Col caricarsi di quest’altra croce, strumento di morte, Gesù ci rivela il prezzo che si deve pagare per l’amore; ci rivela la disumanità sanguinante dei supposti valori che strutturano correntemente la vita degli uomini; disumanità che si occulta fra i guanti bianchi della cortesia, della buona educazione, della civiltà, dell’ipocrisia

David Maria Turoldo

Gioia della Resurrezione


Suono di campane,
voce che trasvola sul mondo,
canto che piove dal cielo sulla terra,
nella città sorda e irrequieta,
e nel silenzio dei colli
ove, nel pallore argenteo,
le bacche d’olivo maturano il dono di pace.
Suono che viene a te,
quale alleluia pasquale,
a offrirti la gioia di ogni primavera,
a chiamarti alla rinascita;
a dirti che la terra rifiorisce
se il tuo cuore si aprirà come un boccio,
che ripete un gesto d’amore e di speranza,
levando il mite ramoscello
in questa chiara alba di Risurrezione.

Gabriele D’Annunzio

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Pensieri per le settimane di marzo

Pensieri per le 4 settimane

Pensa a tutta la bellezza ancora interno a te e sii felice

(Anna Frannk)

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Mettere la verità prima della persona è l’essenza della bestemmia

(Simone Weil)

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Vi auguro il desiderio di avere desideri

(Ignazio di Loyola)

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La fede è quando io faccio me su misura di Dio, la religione è quando io faccio Dio su mia misura

(David Maria Turoldo)

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La nuova miniguida al consumo responsabile

Nuova Miniguida al consumo critico e al boicottaggio

del Movimento Gocce di Giustizia

Vi presentiamo l’11° edizione della Miniguida al consumo critico e al boicottaggio. La prima è stata pubblicata nel 1996. In questa nuova edizione l’aggiornamento delle informazioni è di ben 90%, quasi integralmente.

La Miniguida è un manualetto tascabile da portare con se quando si va a fare la spesa, in modo da realizzare un consumo responsabile.

  • La prima parte comprende le conquiste fatte dai “consum-attori” e varie informazioni generali sulle multinazionali e sull’importanza del voto nel portafoglio.
  • Nella seconda parte c’è la presentazione dettagliata di 19 multinazionali.
  • Troverete anche lo spesario per far conoscere i vari marchi e le loro multinazionali.

Scheda tecnica:

autore: Gocce di Giustizia

titolo: Miniguida al consumo critico e al boicottaggio

anno: Vicenza 2021

edizioni: Bertato

formato: 11×16

pagine: 112

prezzo € 4,00

La miniguida può essere richiesta. Offriamo tre tipi di promozione per l’acquisto:

  1. ogni 5 copie verrà aggiunta una in omaggio. Totale spesa € 20,00 + le spese di spedizioni;
  2. 10 copie al costo di copertina senza le spese di spedizione: totale € 40,00;
  3. il pacchetto delle tre miniguide (Nuovi stili di vita; Relazioni umane, sociali, ecologiche e cosmiche; Consumo critico e al boicottaggio) al prezzo scontato di € 10,00, anziché 12,00, + le spese di spedizione.

Modalità di acquisto e pagamento:

  • inviare la richiesta via e-mail goccedigiustizia@gmail.com oppure via whatsapp 346 2198404 (Adriano), indicando la quantità e l’indirizzo postale;
  • dopo l’invio postale, verrà comunicato come effettuare il pagamento (Bonifico bancario oppure mediante Satispay)

Il Movimento Gocce di Giustizia

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I pensieri per il mese di febbraio

Chi dà importanza alle piccole cose ha grande rispetto della vita

(G. De Luca)

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Ritorna sempre nella tua casa con meno freddo possibile nel cuore. C’è sempre bisogno di calore famigliare

(Elvis Gonnella)

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Ci vuole il sorriso per affrontare la vita, ci vuole coraggio per camminare ogni giorno in questo deserto di sentimenti che ci circonda, ci vuole amore per vivere

(Maria Rosaria Montesarchio)

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Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario

(Primo Levi)

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Pensieri per il mese di gennaio 2021

Quando la felicità ci viene incontro non è mai vestita come pensavamo. Spesso ci passa accanto silenziosa e non sappiamo riconoscerla

(Romano Battaglia)

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Che cosa è la Speranza? Speranza significa forza di rinnovare il mondo. Forza di cambiare le cose. Nonostante tutto!

(don Tonino Bello)

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Quello che il bruco chiama la fine del mondo, il resto del mondo lo chiama farfalla

(Lao Tzu)

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Se potessimo vedere chiaramente il miracolo di un singolo fiore, l’interra nostra vita cambierebbe.

(Buddha)

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Lettera inconsueta a Babbo Natale da parte di un adulto educatore

Lettera inconsueta a Babbo Natale da parte di un adulto educatore

Caro Babbo Natale, non sono un bambino che scrive per chiederti qualche regalo, ma sono un adulto, un educatore, fortemente preoccupato per i miei coetanei, ossessionati da un consumismo folle che sta ammalando il pianeta e che sta “contagiando” anche le nuove generazioni.

Questo 2020 è stato profondamente segnato dal coronavirus e francamente, dopo tante sofferenze e riflessioni, ci saremmo attesi una svolta negli stili di vita e di consumo da parte della maggioranza dei nostri concittadini. Non solamente quando costretti dal lockdown o da altre misure restrittive, ma anche e soprattutto nella normalità della vita quotidiana. Invece, non appena le misure di contenimento del contagio sono state allentate, abbiamo assistito a scene assurde: durante il periodo estivo, infatti, è riesplosa la movida un po’ ovunque nelle nostre città, le spiagge sono state prese d’assalto, così come i luoghi turistici in Italia e all’estero, le discoteche e i centri commerciali. Come se nulla fosse mai accaduto. Anche in questo periodo pre-natalizio c’è una corsa sfrenata da parte di tanta gente ai negozi, ai supermercati e ai centri commerciali per l’immancabile appuntamento con i regali natalizi.

Tutto questo è sempre provocato dal consumismo ossessivo: si consuma d’estate con le vacanze, i viaggi e i tanti divertimenti. Si consuma a Natale, con addobbi, pranzi, cenoni e regali.

Nel pieno della pandemia ci saremmo potuti aspettare, in verità, uno scatto di sobrietà, dopo il pesante lockdown della primavera scorsa che ci aveva costretti a distinguere i beni necessari ad una buona vita da quelli secondari, meno utili e spesso anche dannosi.

Ma perché non riusciamo ad essere sobri neppure in questo 2020 segnato dal Covid-19? Eppure questo periodo di crisi sanitaria globale sembrava averci messo definitivamente davanti a un bivio: un’ultima chiamata al cambiamento radicale della vita dell’umanità per la custodia di madre Terra, un ultimo appello per evitare di toccare il punto di non ritorno.

Questa forma di consumismo, purtroppo, si è talmente incarnato in noi che non possiamo più farne a meno. I sociologi lo chiamano «consumismo compulsivo e compensatorio». Ed è questo il virus più difficile da debellare: ne siamo ammalati, ma allo stesso tempo riteniamo di essere sani e liberi di decidere, anche di fare o non fare shopping, e invece provoca una terribile dipendenza dalla quale non riusciamo a liberarci. Inoltre, come sostiene il noto sociologo Jean Baudrillard, il consumismo ha anche il valore simbolico di rappresentare uno status di vita. Ecco perché, nonostante questo tempo ci inviti fortemente a ripensare il nostro rapporto con gli altri e con il pianeta, ci gettiamo in una corsa forsennata, appena consentito, nelle corsie dei centri commerciali, abbandonando i sentieri della vita sobria, giusta e solidale.

Eppure ci si aspettava un’attenzione migliore alla forte richiesta che c’è stata, durante la pandemia, di relazioni umane e sociali. Tale da riscoprire i balconi di casa come “social network” per interagire con il vicinato e superare l’isolamento e l’abbandono. Il Covid-19 è stata la punta dell’iceberg che ci ha fatto capire quanto la povertà relazionale era radicata nella profondità della nostra vita famigliare e sociale: di fronte a questa inedita sfida si dimostrava necessario intraprendere un cambiamento di rotta, abbandonando la strada dissennata del consumismo per intraprendere finalmente la strada delle relazioni umane. La mia generazione, purtroppo, è radicata nel consumismo e gli assembramenti di questo periodo per i doni natalizi lo hanno confermato, ancora una volta.

Caro Babbo Natale, tu che hai a che fare con le giovanissime generazioni, ti chiedo di non contribuire a contaminarle con questo virus del consumismo: i tanti regali scritti nelle letterine non rappresentano bisogni reali, ma solo desideri effimeri indotti dal mondo degli adulti. I giovani, in verità, ci inviano segnali inequivocabili: sono stanchi della didattica a distanza e chiedono di tornare a studiare in presenza perché hanno fame di relazioni; hanno bisogno di amici e compagni per stare insieme all’aria aperta, e non di smartphone o PlayStation che li confinano nei loro abitacoli soffocanti; i figli non vogliono più vedere i genitori intrappolati in una vita frenetica, incapaci di fermarsi per dedicare loro del tempo; i bambini spesso preferirebbero mettere da parte i giocattoli e giocare con i propri genitori. In fondo, sono proprio le nuove generazioni che rendono esplicita la forte domanda di più relazioni e meno oggetti.

Noi adulti, consumatori compulsivi, riusciamo a corrompere anche te, Babbo Natale, e ti costringiamo a portare ai nostri bambini, come doni natalizi, solo oggetti. «Il consumismo ha sequestrato il Natale», ha dichiarato anche papa Francesco. Io aggiungo: il consumismo ha sequestrato anche noi adulti, e ci tiene sotto il suo ricatto, costretti ad offrire non il dono del Natale ma i doni natalizi. Natale è invece il grande dono di un Dio che si è fatto carne e che si è donato all’umanità per puro amore. E quindi il dono siamo noi, quando ci offriamo agli altri nelle relazioni umane, solidali, fraterne ed eque.

Caro Babbo Natale, sei ancora in tempo, porta ai nostri bambini questi doni relazionali: un abbraccio del proprio papà e mamma, un tempo dedicato a giocare insieme con i propri figli, un amico che ti stringe la mano e ti fa sentire il calore umano, un vicino che ti prende per mano e ti fa camminare sulle vie della felicità. Doni che non si trovano nei negozi e nei centri commerciali, ma sono dentro di noi. Noi siamo il vero dono natalizio.

Allora, le nuove generazioni saranno capaci di liberare l’umanità dal sequestro del consumismo e ridare al Natale la bellezza del dono più grande e più desiderato al mondo: l’amore.

Adriano Sella

(educatore, scrittore e promotore nazionale dei nuovi stili di vita)

La lettera si trova anche su  youtube in formato video https://www.youtube.com/watch?v=Azt7sy1YbKQ

oppure nei siti web di Adista  https://www.adista.it/articolo/64695  o di Famiglia cristiana https://www.famigliacristiana.it/articolo/lettera-inconsueta-a-babbo-natale.aspx 

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