A Natale regala relazioni umane

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A Natale regala relazioni umane

per tirar fuori l’essere umano con la sua tenerezza.

Le cose non sono essenziali, come questa economia ci fa credere, ma sono solo utili. Non dobbiamo demonizzarle, bisogna però imparare ad utilizzarle come un bene che ci aiuta a vivere meglio. Invece, esse diventano spesso una merce per generare solo profitto. Oggi, non solo possediamo tantissime cose, ma spesso siamo possedute dalle cose. Basti pensare al nostro tempo quotidiano che viene assorbito dallo stare dietro ai dieci mila oggetti, che generalmente noi europei abbiamo nelle nostre case.

Qual’è l’essenziale per vivere bene? L’economia della felicità ci rivela che la felicità non dipende dall’accumulo di tanti oggetti ma dipende dai beni relazionali. Se ci sono, allora siamo felice. Ecco dove sta l’essenziale: nelle relazioni umane.

Le statistiche sulla realtà italiana, anche le più recenti, mostrano sempre che è aumentata la fascia di chi è a rischio di povertà. Non raccontano mai che esiste anche una povertà relazionale, la quale supera altamente quella economica e si manifesta in varie situazioni umane di sofferenza: persone sempre più sole e abbandonate; anziani costretti a morire da soli e ritrovati addirittura dopo anni; il disagio giovanile che è sempre più forte a causa della mancanza di relazioni umane e del sapore della vita, anche se i giovani hanno tutte le tecnologie dal tablet all’ultimo smartphone; adulti sempre più di corsa per aumentare il potere di acquisto ma svuotati del gusto di vivere e di calore umano; bambini costretti a stare sempre più soli davanti alla tv, ad internet e ai tantissimi giocattoli.

Nonostante che possediamo tanti oggetti e abbiamo a disposizione tanta tecnologia, siamo sempre più affamati e assetati di relazioni che esprimono l’affetto del calore umano, senza il quale non possiamo vivere. E questo viene reso concreto mediante un abbraccio, una mano data, un sorriso, un incontro, lo stare insieme, il condividere la vita, la tenerezza quotidiana, ecc.

Un giovane di 19 anni mi ha manifestato che una sua grande sofferenza dipendeva dal fatto che suo padre non gli aveva mai dato un abbraccio. Mentre un adolescente di 16 anni mi ha rivelato, che quando tornava a casa da scuola aveva tanta voglia di raccontare ai propri familiari quello che stava vivendo, ma durante il pranzo non poteva parlare perché la televisione era sempre accesa.

Una mamma mi ha detto che sua figlia quando tornava dall’università le chiedeva sempre un abbraccio e lo voleva fatto bene. Mentre un’altra mamma è venuta a parlarmi insieme con sua figlia, dopo la conferenza, e mi ha raccontato che quella sua figlia un giorno le aveva detto che era emotivamente stitica come mamma. Allora da quel giorno si era impegnata a darle l’affetto materno e si era accorta che acquistava e consumava meno, perché le relazioni umane la arricchivano e l’aiutavano a liberarsi dal consumismo compensatorio.

Un ragazzo di 14 anni mi ha descritto il regalo più bello che aveva ricevuto in uno dei suoi compleanni: la lettera che sua mamma gli aveva scritto a mano, generando in lui molte emozioni positive nel rileggerla varie volte. Una bambina di 8 anni ha fatto commuovere la nonna quando le aveva chiesto un abbraccio molto forte e lungo.

Sono alcune testimonianze che ci dicono quanto è importante il calore umano generato dalle relazioni che esprimono l’amore tra le persone.

Papa Francesco, nella sua bella enciclica Laudato si’, ci rivela che tutto nel creato è connesso, collegato e in relazione. Con altre parole, il creato è una grande tela di relazioni e ogni creatura, soprattutto quella umana, è costitutivamente relazionale. Siamo quindi esseri relazionali e le relazioni umane sono il nostro ossigeno per vivere. Non dimentichiamoci di questa dimensione essenziale per poter vivere bene! Altrimenti, rischiamo di diventare dei morti viventi.

Allora, in questo periodo natalizio dove tutti siamo impegnati a scegliere i regali da offrire, fa bene ricordarci che il più bel regalo siamo noi e non le cose. E questo regalo non è in vendita nei negozi. Si chiama amore e lo si concretizza mediante le relazioni umane vive, gratuite e ricche di calore umano.

Regaliamo quindi relazioni umane! Non hanno prezzo, ma esigono che finalmente tiriamo fuori il nostro amore, senza più surrogati relazionali, facendoci diventare esseri umani: un dono l’uno per l’altro e non più solamente offrendo doni.

Adriano Sella

(missionario del creato e dei nuovi stili di vita)

e-mail: adrianosella80@gmail.com

N.B. – Se ti serve, scarica il pdf    a-natale-regala-relazioni-umane

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Missione oggi con i nuovi stili di vita

Condivido questo articolo che mi è stato richiesto per rafforzare la missione oggi.missione-oggi


MISSIONE E NUOVI STILI DI VITA

Connessione tra missione e nuovi stili di vita

Non è superfluo ricordare che finalmente nella Chiesa non si parla più di missioni ma di missione, andando oltre la visione eurocentrica di missione che era quella di portare, attraverso i missionari tradizionali, il modello europeo di Chiesa in ogni parte del mondo. Invece è tutta la Chiesa ad avere una missione universale da compiere, anzi è essa stessa missione e lo deve essere sempre. Il Concilio Vaticano II ha rotto lo schema ecclesiocentrico (la Chiesa come centro e come fine) indicandoci con fermezza che l’orizzonte della Chiesa è la costruzione del regno di Dio. Il popolo di Dio è sempre in cammino per realizzare la grande missione che ci ha consegnato Gesù: il regno di Dio. Papa Francesco ci dà stimoli nuovi e forti per poter realizzare la missione che Gesù Cristo ha vissuto e testimoniato, invitando la sua comunità a continuarla.

Mettendo insieme l’esortazione apostolica Evangelii Gaudium e l’enciclica Laudato si’ emerge la connessione tra missione e nuovi stili di vita.

L’Evangelii Gaudium ci fa riscoprire che la grande missione della Chiesa è annunciare a tutti la gioia del Vangelo che sgorga dall’incontro gioioso e pasquale con Gesù Cristo. “Invito ogni cristiano, in qualsiasi luogo e situazione si trovi, a rinnovare oggi stesso il suo incontro personale con Gesù Cristo o, almeno, a prendere la decisione di lasciarsi incontrare da Lui, di cercarlo ogni giorno senza sosta. Non c’è motivo per cui qualcuno possa pensare che questo invito non è per lui, perché nessuno è escluso dalla gioia portata dal Signore (n. 3). L’esortazione ci svela il cuore del Vangelo: la vita diventa bella e gioiosa se fa suo il dinamismo di vivere per gli altri. Quante volte Gesù Cristo ha fatto capire ai suoi che dovevano cambiare rotta: da persone che pensavano solo a se stesse a persone che, dopo l’incontro con Lui, sarebbero vissute per gli altri!

L’enciclica Laudato si’ ci presenta molto bene il legame tra la vita intrisa del Vangelo di Gesù Cristo e la cura della casa comune che è anche una sorella e una madre che ci accoglie tra le sue braccia: “Altri sono passivi, non si decidono a cambiare le proprie abitudini e diventano incoerenti. Manca loro dunque una conversione ecologica, che comporta il lasciar emergere tutte le conseguenze dell’incontro con Gesù nelle relazioni con il mondo che li circonda” (LS 217). I nuovi stili di vita sono quindi, secondo Laudato si’, le conseguenze visibili e concrete delle molteplici relazioni che ci legano alla casa comune: motivate e rinnovate dall’incontro con Gesù, esse tracciano oggi i vari percorsi per la realizzazione del regno di Dio.

Azioni pastorali concrete per i nuovi stili di vita nelle comunità cristiane

Laudato si’ sottolinea per almeno 21 volte che gli attuali stili di vita delle nostre società sono insostenibili e chiama almeno 35 volte l’umanità intera alla conversione ecologica mediante “nuovi stili di vita”. Fa anche esempi concreti di cambiamenti che partono dal basso e che possano “convertire” anche le istituzioni. “Un cambiamento negli stili di vita potrebbe arrivare a esercitare una sana pressione su coloro che detengono il potere politico, economico e sociale. È ciò che accade quando i movimenti dei consumatori riescono a far sì che si smetta di acquistare certi prodotti e così diventano efficaci per modificare il comportamento delle imprese, forzandole a considerare l’impatto ambientale e i modelli di produzione. È un fatto che, quando le abitudini sociali intaccano i profitti delle imprese, queste si vedono spinte a produrre in un altro modo. Questo ci ricorda la responsabilità sociale dei consumatori. «Acquistare è sempre un atto morale, oltre che economico» (n.147).

Parlando della responsabilità sociale dei consumatori, papa Francesco cita l’enciclica Caritas in Veritate di Benedetto XVI, che a sua volta cita l’enciclica Centesimus Annus di Giovanni Paolo II. Insomma, sono tre i papi che ci chiamano alla responsabilità sociale come cittadini consumatori. Responsabilità da vivere sia personalmente sia comunitariamente. Le nostre comunità devono impegnarsi in questa sfida educativa per una conversione ecologica dei propri membri, che li aiuti a fare scelte per una vita sobria, giusta e solidale.

Ecco un esempio molto semplice: una “festa” (parrocchiale o diversamente comunitaria) è etica se si fa una spesa giusta, se c’è l’impegno a fare meno rifiuti e quei pochi ben differenziati, se si valorizzano i prodotti stagionali e quelli che vengono dalla propria terra e da mani che hanno cura e rispetto della madre e sorella comune, senza inquinarla con pesticidi e diserbanti. E, ancor più, se è una festa che sa accogliere tutti, soprattutto i poveri, i diversi e gli stranieri.

Facciamo molta fatica a capire che questi impegni concreti sono conseguenza della missione evangelica e di una conversione quotidiana per custodire il grande dono di Dio che è il Creato. Nelle nostre parrocchie, diocesi e congregazioni religiose come viene vissuto l’impegno di ridurre i rifiuti? La nostra Chiesa sta formando cristiani che sanno accogliere i diversi e gli immigrati con tenerezza e giustizia, superando buonismi o chiusure? Le nostre comunità cristiane nell’incontrare gli altri mostrano l’opzione preferenziale per i poveri?

E c’è anche un nuovo stile di evangelizzazione che la Chiesa tutta deve far proprio: gli evangelizzatori devono avere uno stile gioioso e non da funerale, uno stile pasquale e non da quaresima senza Pasqua. “Missione per attrazione” la chiama il Papa. Le tante Messe, celebrate nelle parrocchie, nelle cattedrali e nei santuari emanano la gioia del Vangelo e fanno vivere un incontro gioioso con il Risorto e tra fratelli? Oppure sono riti noiosi e che non danno l’idea di un Dio Padre e Madre che abbraccia tutta l’umanità e tutto il cosmo?

Ecco, dunque: la missione esige nuovi stili di vita, nuovi stili di Chiesa e nuovi stili di evangelizzazione per incarnare sulle vie della storia contemporanea l’amore di un Dio che ama fino alla croce e fino alla gioia di una risurrezione cosmica.

Adriano Sella

(missionario del creato e dei nuovi stili di vita)

Vedi l’articolo in pdf  missione-e-nuovi-stili-di-vita-redazione-finale

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Proposta laboratoriale per conoscere l’enciclica Laudato si’

Dal grido della terra e dei poveri al cambiamento, puntando su un nuovo stile di vita, alla luce dell’enciclica Laudato si’.dalgrido

Proposta di metodologia laboratoriale per far conoscere l’enciclica Laudato si’, mediante 5 parole chiave dell’enciclica e accompagnate da simbologie e narrazioni.

  1. Momento di riflessione per tutti: far conoscere le 5 parole chiave che ci aiutano a fare un percorso concreto dal grido al cambiamento, puntando su un nuovo stile di vita che è uno degli obiettivi fondamentali della Laudato si’.
    1. Le 5 parole chiave sono: Grido, Relazione, Bellezza, Responsabilità, Cambiamento.
    2. Il libretto “Dal grido al cambiamento, educhiamoci ai nuovi stili di vita alla luce dell’enciclica Laudato si‘” (ed. EMI) presenta ed approfondisce le 5 parole chiave.
  1. Lavoro di gruppo: formare 5 gruppi che vengono aiutati da 5 moderatori (facilitatori).
    1. Ogni gruppo riceve una delle 5 parole chiave da approfondire insieme.
    2. Il gruppo viene invitato ad utilizzare in maniera positiva il cellulare, per poter leggere il racconto corrispondente alla parola chiave che si trova nel sito-blog: www.contemplazionemissione.wordpress.com (N.B.: clicca sulla 2° o 3° notizia dove c’è scritto “Dal grido al cambiamento”, oppure sulla copertina del libretto “Dal grido al cambiamento” che trovi sulla destra. Sotto la copertina c’è il link delle narrazioni e delle simbologie con le immagini).
    3. Il gruppo deve riflettere sulla parola chiave, terminando il lavoro con la sintesi di tre riflessioni da condividere a tutti gli altri.
    4. Il gruppo deve inoltre cercare un’altra simbologia, diversa da quella proposta dal relatore nella plenaria iniziale. Il simbolo può essere presentato in forma di: immagine, disegno, oggetto, cartellone, scenetta o mimo.
  1. Plenaria di condivisione: ogni gruppo viene invitato a condividere due cose:
    1. le tre riflessioni sulla parola chiave;
    2. il simbolo trovato per indicare la parola chiave che deve essere presentato mediante il seguente metodo:
      • presentazione della simbologia senza spiegarla verbalmente (il simbolo non ha bisogno di essere spiegato con le parole);
      • dopo la presentazione del simbolo, dare spazio alle risonanze degli altri sui significati percepiti dalla simbologia presentata;
      • intervento conclusivo del gruppo su come è stato percepito il simbolo dagli altri;
      • conclusioni finali da parte del relatore o animatore di tutta la proposta laboratoriale.

Tempistica del laboratorio: 2 ore e mezza (1 ora per la relazione, 45 minuti lavoro di gruppo, 45 minuti per la condivisione e le conclusioni). Tempo ideale: 3 ore e mezza (1h e 15m per la relazione con videomusicali, 1h lavoro di gruppo, 1h e 15 m per la condivisione e le conclusioni).

Proposta laboratoriale di Adriano Sella, missionario del creato e dei nuovi stili di vita.

clicca qui per scaricare il pdf

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Festa del Movimento Gocce di Giustizia: domenica 2 ottobre

festa

FESTA DEL MOVIMENTO
GOCCE DI GIUSTIZIA

Domenica 2 ottobre 2016

dalle 16.00 alle 21.00

presso i Missionari Saveriani,

(Viale Trento 119 – Vicenza)

con uno spettacolo teatrale

Programma della festa

h. 16.00: accoglienza

  • apertura laboratori: “Origami relazionali e Semi dimenticati”;

  • possibilità di rinnovare la quota associativa a Gocce di Giustizia.

h. 17.00: VITA SOCIALE:

  • condivisione delle attività sociali;

  • presentazione del bilancio 2015 e approvazione da parte dei soci.

h. 18.00: TEATRO in MASCHERA (la MASCHERA del clown) PIO Mare…..Mare PIO interpretato da Giulio Vanzan, regia di Elisabeth Baron. La sfida dello spettacolo è quella di portare il clown in territori poetici dove solitamente gli interpreti di questa maschera non si spingono: la guerra, la paternità, il lavoro, la morte, la fame, richiamando lo stile di grandi maestri quali Chaplin, Benigni e Slava.

h. 19.00: MOMENTO CONVIVIALE: spuntino offerto dall’Associazione.

h. 20.30: chiusura della festa.

 

Vi aspettiamo! Portate i vostri amici e conoscenti.

Info: goccedigiustizia@gmail.com; cell. 346 2198404 (Adriano)

sito: www.goccedigiustizia.it con pagina Facebook

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Canto e video su Laudato si’

Voglio condividere una bella canzone e anche il video di un amico francescano. Fra Gianni si è ispirato all’enciclica di papa Francesco Laudato si’. Laudato_si_enciclica_papa_Francesco

Buon ascolto e buona visione!

Al seguente link potrete visualizzare il videoclip ufficiale del brano Laudato si’
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La tenerezza è la maturità umana, ma è anche il cuore di Dio e delle sue creature

La tenerezza è la maturità umana,

ma è anche il cuore di Dio e delle sue creature

Da diverso tempo mi ritrovo pienamente nella corrente del pensiero che crede fermamente nella seguente verità: il profondamente umano e anche profondamente cristiano, e viceversa.

Oggi, soprattutto nei paesi occidentali, constatiamo sempre più frequentemente che abbiamo riempito la vita della gente di tanti oggetti e cose, ma l’abbiamo impoverita di relazioni umane fatte di cura e di custodia gli uni verso gli altri. Abbiamo sempre più un mondo ebbro di consumi, come ha dichiarato papa Francesco nella notte del Natale 2015, ma purtroppo sempre più povero di tenerezza. Questa corsa alla ricchezza economica e al consumismo compulsivo è generatrice di violenze: conflitti, odi, chiusure, indifferenze e guerre. Mentre, come ci ricorda Jean Vanier, nel suo ultimo libro Chi risponde al grido?, è la tenerezza il contrario della violenza. Il fondatore della comunità Arca, facendo un elogio della tenerezza, riporta nel suo libro la testimonianza di uno psichiatra, con cui ha lavorato insieme: “Non era credente, ma era profondamente umano. Un giorno sono andato a trovarlo e gli ho chiesto: “Secondo te, che cos’è la maturità umana?. E lui mi ha risposto: “è la tenerezza”. Perché la tenerezza è l’opposto della violenza. É un atteggiamento del corpo: degli occhi delle mani, del tono di voce (…). Consiste nel riconoscere che l’altro è bello e nel rivelarglielo. Ma con il nostro corpo, attraverso la nostra maniera di ascoltarlo, le parole che gli rivolgiamo”. Jean Vanier scrive anche nel suo libro: “Gesù è venuto ad insegnarci la tenerezza. È l’atteggiamento che permette di accogliere l’altro e di vivere in relazione con lui”.

Papa Francesco nell’esortazione apostolica Evangelii Gaudium scrive: Il Figlio di Dio, nella sua incarnazione, ci ha invitato alla rivoluzione della tenerezza (n. 88). Sottolineatura presente anche nel numero 270 nell’esprimere che conoscere la forza della tenerezza è volontà di Gesù, perché “ogni essere umano è oggetto dell’infinita tenerezza del Signore, ed Egli stesso abita nella sua vita” (n. 274). Il papa ci invita poi, nel 279, ad imparare a riposare nella tenerezza delle braccia del Padre. Infine, ritorna a sottolineare la forza rivoluzionaria della tenerezza e dell’affetto, guardando a Maria, e sostenendo, sempre nello stesso numero 288, che la tenerezza non è la virtù dei deboli ma dei forti.

Nell’enciclica Laudato si’ ci rivela come l’amore di Dio che si manifesta nel Creato è la tenerezza di Dio. Dichiara il n. 77: “così, ogni creatura è oggetto della tenerezza del Padre, che le assegna un posto nel mondo“. La tenerezza è, secondo l’enciclica, la dimensione del cuore che genera un “autentico sentimento di intima unione con gli altri esseri della natura” (n. 91). Papa Francesco, nel 220, parla di una conversione che comporta una cura piena di tenerezza. E poi presenta la figura di San Giuseppe come un uomo giusto e forte con grande tenerezza, sottolineando che “la tenerezza non è propria del debole ma di chi è forte ed è un atteggiamento fondamentale per proteggere questo nostro mondo che Dio ci ha affidato” (n. 242). Inoltre, papa Francesco, nelle due preghiere finali dell’enciclica, ci rivela che tutto quanto esiste è circondato dalla tenerezza di Dio e che tutte le creature sono colme della presenza e della tenerezza di Dio. Infine, non si può dimenticare l’immagine della carezza che il papa dipinge: “Tutto l’universo materiale è un linguaggio dell’amore di Dio, del suo affetto smisurato per noi. Suolo, acqua, montagne, tutto è carezza di Dio (n.84).

Papa Francesco ci parla dell’importanza della tenerezza anche nelle sue omelie. Infatti, nella Messa della notte di Natale del 2014 ha esclamato: “Quanto bisogno di tenerezza ha oggi il mondo! Pazienza di Dio, vicinanza di Dio, tenerezza di Dio”.

Questa tenerezza deve manifestarsi nel quotidiano mediante scelte e atteggiamenti di affetto, di prossimità e di vicinanza, come sottolinea il teologo Josè Frazao Correia nel suo libro La fede vive di tenerezza, dove presenta la teologia del quotidiano perché tutti questi gesti di tenerezza e di affetto possono essere profondamente spirituali se esprimono un legame con gli altri. Inoltre, il teologo dichiara che l’esperienza fondante e fondamentale è quella del sapersi amato dall’amore vivo e vivente di Dio, ma questa fede si nutre di concretezza, altrimenti rimane astratta, ossia contiene una verità esistenziale che ha una risonanza affettiva per tutti: “attraverso l’affetto si vive affettuosamente legati: l’amato alla sua amata, il figlio al padre e alla madre, l’amico all’amico. L’affetto è il legame della relazione giusta, di quella che si genera e si alimenta dalla fiducia sentita e conosciuta, accolta e ricambiata”. Vivendo così, sottolinea il teologo, l’affetto di Dio Padre e di Gesù per noi, ricevuto e ricambiato. Ecco perché la fede è affetto.

Credo fermamente a questa realtà della tenerezza come la forza di cura e di custodia più grande che abbiamo e che possiamo vivere, perché è il cuore di Dio e di ogni sua creatura.

Voglio viverla anche affrontando derisione, pregiudizio, incomprensione ed emarginazione. Non posso vivere senza la tenerezza perché è anche il mio cuore come creatura di Dio, per poter creare legami esistenziali ed essenziali verso tutte le altre creature e verso Dio Padre e Madre.

Adriano Sella

(missionario del creato e dei nuovi stili di vita)

e-mail: adrianosella80@gmail.com      

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Parola di Dio e Nuovi Stili di Vita: api e impollinazione

Parola di Dio e Nuovi Stili di Vita percorso sui Sentieri Natura a S. Zenone degli Ezzelini (TV) 
 
Domenica 22 maggio 2016 dalle ore 9.30 alle 16.30 
 
Tema: le api e l’impollinazione, con la guida dal Diacono Bruno Martino, 
presidente onorario dell’Associazione “Sentieri Natura”, erborista e naturalista. 
Lungo il percorso, oltre le essenze botaniche di notevole pregio, sono stati ritrovati reperti attribuibili al periodo paleo-veneto (visibili nel museo di Bassano). Le specie erbacee, arbustive ed arboree, le zone aride e quelle umide presenti che incontreremo, ci permetteranno di illustrare il meccanismo dell’impollinazione delle api, un abbraccio tra Vita e Vita di tenerezza cosmica.
Programma:
  • Ore 9.30: ritrovo presso la Chiesa di San Lorenzo a Liedolo di San Zenone (Treviso);
  • Ore 9.45: partenza per il Sentiero del Col San Lorenzo che si origina proprio accanto alla Chiesa. Sentiero paesaggistico e naturalistico di grande pregio, lunghezza circa 3 km;
  • Ore 12.30: pranzo al sacco sul prato del Col San Lorenzo. I panini che porteremo da casa saranno integrati da prodotti dell’enogastronomia locale, offerti dall’Associazione Sentieri Natura del Parco degli Ezzelini;
  • Ore 14.00: celebrazione della Santa Messa all’aperto sul Col San Lorenzo, poco prima della stessa chiesa di San Lorenzo. Mensa a cura degli alpini di Liedolo;
  • Ore 14.45: visita alla Pozza del Collalto, a circa 1000 metri dal prato della Croce, con piante acquatiche ed altre tipiche delle zone umide;
  • Ore 16.00: bicchierata finale con vino locale. Abbigliamento: scarponcini per percorso misto e giacca impermeabile nello zainetto.
In caso di pioggia: ritrovo alla parrocchia di Liedolo per una proiezione sulle api e l’impollinazione; oppure al centro don Paolo Chiavacci della diocesi di Treviso a Crespano del Grappa.
Promotori: Commissione Nuovi Stili di Vita – diocesi di Padova Commissione Nuovi Stili di Vita – diocesi di Treviso con la collaborazione del diacono Bruno Martino e dell’Associazione “Sentieri Natura” di Treviso
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