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Le iscrizioni entro venerdì 12 gennaio 2024 via e-mail goccedigiustizia@gmail.com oppure via whatsapp o telegram 346 2198404 (Adriano)
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Natale
L’abbraccio di Dio all’umanità
Per il Natale 2023 regala cultura
Cari amici e care amiche,
è importante regalare a Natale anche un po’ di cultura, in modo da stimolare alla buona lettura per far cogliere le buone pratiche che possono migliorare la propria vita. Sono nuovi stili di vita che rendono presente l’amore di Dio mediante la nostra tenerezza verso: fratelli tutti e sorelle tutte.
Vi faccio la proposta di inserire nei pacchi doni la Miniguida delle relazioni umane, sociali, ecologiche e cosmiche. Si tratta di una piccola guida che aiuta a riscattare la buone relazioni interpersonali. Per esempio, riscoprire la bellezza dell’abbraccio che è molto terapeutico, il saluto che è il ponte della relazione, il sorriso che è la gioia della relazione, oppure il silenzio mediante l’ascolto che è la profondità delle relazione. Ma anche riscoprire lo stupore del cielo stellato o del tramonto: relazioni cosmiche. Come pure, la preziosità di piccole creature come le api oppure l’indispensabile utilità degli alberi per la nostra casa comune.
La Miniguida presenta, oltre alle tante buone pratiche relazionali, anche vari approcci: tra i quali quello della giustizia “erotica” oppure dell’economia della felicità, anche quello della Laudato si’. Inoltre, trovate varie dinamiche laboratoriali per vivere buoni rapporti per una ecologia integrale.
Costo della Miniguida € 4,00
Fate pure la richiesta
via e-mail adrianosella80@gmail.com,
oppure via whatsapp o telegram 346-2198404 .
Un abbraccio natalizio. Adriano
Un nuovo stile di celebrare la Giornata del Ringraziamento
Proposte per le comunità cristiane
Il 12 novembre 2023 ci sarà la Giornata Nazionale del Ringraziamento per i frutti della terra. Il Messaggio della CEI per la 73ª Giornata ha come titolo Lo stile cooperativo per lo sviluppo dell’agricoltura: “L’insegnamento biblico suggerisce il principio della fraternità quale paradigma capace di illuminare ogni attività umana, agricoltura compresa: il mandato di coltivare e custodire la terra (cf. Gn 2,15) coinvolge l’umanità a livello personale, familiare e in ogni forma di collaborazione con gli altri. Nell’Enciclica Fratelli tutti, Papa Francesco non solo rilegge la parabola del Buon Samaritano per aiutarci a riscoprire il senso dell’essere fratelli, ma muove dalla domanda rivolta a Caino «Dov’è Abele, tuo fratello?» (Gn 4,9) per aiutarci a «raccogliere uno sfondo di secoli» in cui la Parola ci invita alla fraternità e ci abilita «a creare una cultura diversa, che orienti a superare le inimicizie e a prenderci cura gli uni degli altri» (Fratelli tutti, n. 57). Anche nell’esperienza del lavoro siamo chiamati a creare quello stile che non ci fa sentire concorrenti, ma fratelli, così come ad esempio ha fatto san Paolo con Aquila e Priscilla: erano fabbricanti di tende, uniti dalla stessa fede, e a Corinto vanno a stare nella stessa abitazione, ottimizzando certamente anche la loro attività (cf At 18, 1‐4)“ (Stralcio dal Messaggio).
Per vivere con nuovo stile la celebrazione, proponiamo due proposte:
Il simbolo per la celebrazione. Solitamente viene posto davanti all’altare un cesto pieno di frutti e di verdure come doni di sorella e madre terra. Invitiamo, in questa celebrazione, ad aggiungere anche un altro cesto contenente i volti degli animali e delle persone umane che sono le creature che abitano questa nostra terra. I volti, soprattutto, di tutti coloro che custodiscono e coltivano la terra. Per cui:
Per vivere un nuovo stile di benedizione ai trattori e ai veicoli (auto e moto), aggiungere anche le biciclette e i piedi:
Vicenza, 4 novembre 2023
Commissione diocesana Nuovi Stili di Vita
presso il Convento di S. Maria del Cengio a Isola Vicentina (VI),
(entrata libera con ampio parcheggio)

Programma:
Info clicca qui www.goccedigiustizia.it
Le 5 C per il Tempo del Creato: dal 1° settembre al 4 ottobre 2023. Per impegnarsi a custodire la nostra casa comune: sorella e madre terra.

L’Arte dello scultore è attuale, necessaria e urgente
Togliere, non aggiungere, per dare forma e bellezza
A Recoaro Terme è in atto in questi giorni il Simposio di scultura di legno, organizzato dalla Pro Loco. Quest’anno ci sono ben 11 scultori: alcuni locali e gli altri da varie parte d’Italia. Sono stati distribuiti nelle varie piazze di Recoaro. Hanno ricevuto un tronco di 1,50 metri di altezza e largo 40 cm e devono impegnarsi a fare la loro scultura di legno durante il giorno sotto un gazebo, in modo che la gente possa vedere, osservare e anche interloquire con loro. Hanno cominciato il 10 agosto e devono completare l’opera il giorno di ferragosto.
La gente si ferma volentieri ad osservare, ma anche ad interloquire con i vari scultori che si dimostrano disponibili e interessati a sentire i vari commenti dei passanti. Ho potuto interloquire con alcuni di loro e accettano anche eventuali suggerimenti.
Ogni giorno passo e mi fermo ad osservarli. I miei occhi si soffermano sullo sviluppo dell’opera ma anche su tutto quello che hanno già eliminato dal tronco e che si può vedere per terra: tanti pezzi di legno tagliati dal tronco attraverso il motosega, tanti frammenti del tronco staccati dal lavoro minuzioso dello scalpello, ma sopratutto tanta segatura che copre totalmente il pavimento del gazebo.
Mi colpisce molto la quantità enorme di legno che devono togliere per poter dare la forma e poi i tanti frammenti che devono eliminare per dare bellezza al soggetto che vogliono rappresentare. Senza tutto questo togliere dal tronco, non riuscirebbero a dare né forma e tanto meno bellezza all’opera. Senza il togliere rimarrebbe il tronco intero, come l’avevano ricevuto. Mentre la trasformazione del pezzo di legno viene mediante l’arte del togliere con intelligenza: eliminare tutto quello che non serve per dare forma e bellezza alla scultura.
Questa arte rappresentata dagli scultori è l’arte che dobbiamo imparare tutti per dare alla nostra vita forma e bellezza: togliere per risaltare quello che è importante, eliminare per custodire quello che davvero conta, liberare per la cura dell’essenziale. Si chiama sobrietà che consiste nel percepire quello che è davvero utile ed essenziale per il bien vivir, eliminando tutto quello che è superfluo e inutile.
Viviamo tutti, purtroppo, dentro ad una realtà che ci porta più ad accumulare che a togliere, ci spinge all’avere più che all’essere, ci condiziona a possedere tutto e di più. E alla fine, perdiamo la forma e soprattutto la bellezza del gusto del vivere, cadendo dentro ad un quotidiano pieno di tanti oggetti o cose da fare. Sempre più vuoto di relazioni umane e povero del sapore della vita: una vita segnata dall’amaro impoverimento relazionale.
Nella Miniguida delle relazioni umane, sociali, ecologiche e cosmiche riporto un’indagine che fa emergere come gli europei possiedono, mediamente, 10 mila oggetti nelle proprie case. Un giorno ho incontrato un signore, il quale mi ha raccontato che sua moglie aveva partecipato ad una mia conferenza e tornando a casa aveva cominciato a contare i tanti oggetti della loro casa. Mi ha confessato che si era fermata a mille e poi aveva esclamato “ha proprio ragione”.
La sobrietà è dunque l’arte dello scultore, in quanto bisogna togliere dalla propria vita tutto quello che è inutile, superfluo e dannoso, per poter coltivare quello che è utile, essenziale e benefico per il ben vivere. La sobrietà fa suo il compito dello scultore: togliere per generare bellezza.
Impariamo quindi l’arte dello scultore, se vogliamo liberarci da tutto quello che è dannoso e che ci impedisce di stare bene. Valorizziamo gli scultori, come ha fatto la bella iniziativa della Pro Loco di Recoaro Terme.
Non possiamo lasciare morire l’arte dello scultore, in quanto perderemo la capacità di rendere bella la nostra vita. Se vogliamo costruire una vita con il sapore della bellezza, dobbiamo imparare a togliere, a liberare e ad eliminare, per essenzializzare e per custodire quello che davvero conta, in modo da stare bene dentro se stessi, ma anche con gli altri e con tutto quello che ci circonda, soprattutto la natura.
La chiamo anche sobrietà felice, in quanto essa non è privazione ma liberazione da tutto quello che ci ostacola per diventare felici.
“Meno oggetti e più relazioni, meno tecnologie mediatiche e più incontri interpersonali” è uno slogan che utilizzo spesso nella mia opera educativa, in quanto l’essenziale non sta nell’accumulazione di cose ma nelle relazioni umane. Siamo esseri relazionali e non possiamo vivere senza relazioni. Abbiamo bisogno non solo di tanti contatti, come avviene nei social network, ma soprattutto di relazioni vere, non liquide. Relazioni che siano intrise di tenerezza, di amore, di custodia, di pace, di verità, di riconciliazione. È questo tipo di relazioni che riesce a generare il gusto del vivere e quindi a dare bellezza alla vita.
L’arte dello scultore è quindi importante per affrontare i problemi di oggi e per generare un domani migliore. Manteniamo viva questa arte per poter apprezzare la bellezza delle sculture, ma soprattutto per far gustare la bellezza della vita.
Recoaro Terme 13 agosto 2023
Adriano Sella
(educatore, scrittore, promotore e coordinatore del movimento nazionale Nuovi Stili di Vita)

scultore: Manuel Rossi di Asiago
L’Intifada del cielo
Piovono pietre. Un segnale che non possiamo più continuare così?
Tra i tanti cambiamenti climatici che sono in atto in questi anni, ci sono alcuni fenomeni che stanno diventando sempre più disastrosi, in quanto si presentano con una tale ferocia che fanno davvero paura. Non solo le trombe d’aria stanno diventando sempre più dei veri tornado che riescono a far volare oggetti pesanti, scoperchiando tetti e sradicando alberi. Ma anche bombe d’acqua che rovesciano una tale quantità d’acqua da causare alluvioni con ingenti e gravi danni alla popolazione e al territorio.
Ora anche la tempesta non è più come quella che conoscevamo. Infatti, in queste settimane è caduta dal cielo una grandine devastante, soprattutto nel Nord d’Italia. Si è trattato di violente grandinate con chicchi di ghiaccio grandi quante le palle da tennis. Vere pietre che sono cadute dal cielo e che hanno danneggiato fortemente le auto con vetri letteralmente frantumati, impianti fotovoltaici seriamente danneggiati, tettoie in frantumi, tetti forati, lucernari a pezzi e colture disastrate. Le reti antigrandine convenzionali sono diventate obsolete di fronte ad una grandine di queste dimensioni.
Tanti hanno dichiarato che non avevano mai visto una cosa simile in tanti anni di vita. Questa espressione sta diventando abitudinaria nei confronti di tanti cambiamenti climatici che stanno avvenendo sempre più frequentemente. Ormai gli eventi catastrofici, chiamati anche calamità naturali, non sono più straordinari ma stanno diventando sempre più ordinari. In ogni stagione accade qualcosa di travolgente che ci ricorda che i cambiamenti climatici non sono più un ricordo, ma il pane amaro della vita quotidiana.
In questi anni sono usciti tanti studi scientifici sui cambiamenti climatici che evidenziano come la grande causa è l’azione umana, fino al punto che vari scienziati hanno iniziato a parlare di antropocene nel far cogliere che l’attuale era geologica è segnata massicciamente dall’attività umana. Il Premio Nobel per la Chimica Paul Crutzen utilizzò questa definizione antropocene durante il convegno internazionale dell’IGPB del 2000 e successivamente lo formalizzò nell’articolo Geology of mankind, pubblicato nel 2002 nella rivista scientifica Nature: una delle più antiche e importanti riviste scientifiche esistenti. Nel 2005 la Mondadori pubblica il suo libro Benvenuti nell’Antropocene. L’uomo ha cambiato il clima, la Terra entra in una nuova era, dove Crutzen fa emergere come l’attuale era geologica è segnata dall’azione umana, ridisegnando e influenzando profondamente il pianeta. Lo scienziato dimostra, ripercorrendo i punti salienti della storia del nostro pianeta nell’ultimo secolo, che siamo noi umani la causa principale della variabile geologica. Ossia l’Antropocene siamo noi sia nel bene che nel male. Per cui, è nostra la responsabilità del futuro del pianeta. Così come il movimento Fridays for Future lo grida da anni attraverso le sue tante manifestazioni in tutto il globo.
In questo XXI secolo sono stati pubblicati due documenti molto autorevoli che si sono diffusi enormemente nel mondo, generando tante riflessioni, convegni, dibattiti, azioni di denuncia, campagne di sostegno e processi di cambiamento nel mondo. La “Carta della Terra” del 2000 che è un’espressione della società civile mondiale, denunciando il forte e grave impatto ambientale causato dai sistemi dominanti di produzione e consumo e annunciando i principi fondamentali e le azioni umane per poter custodire il pianeta terra. L’enciclica Laudato si’ di papa Francesco del 2015 fa cogliere molto bene il nesso tra l’inquinamento causato dall’azione umana e i cambiamenti climatici, facendo un forte appello a tutta l’umanità di invertire la rotta mediante un altro stile di vita per la cura della casa comune.
La caduta dal cielo di grandine come pietre, avvenuta in questi giorni, non è assolutamente da interpretare come un castigo di Dio, come alcune voci integraliste vorrebbero far passare. Mi sento molto lontano da questa lettura di stampo religioso-integralista.
Tuttavia, potrebbe essere un segnale dal cielo per indicare che non possiamo più continuare così e che dobbiamo impegnarci, seriamente e urgentemente, per mettere in atto nuovi stili di vita.
La natura, in verità, ci dà da tanti segnali che sono stati colti dagli scienziati e che poi sono stati trasmessi dalla sapienza popolare. Pensiamo solamente ad alcuni detti popolari: “rosso di sera bel tempo si spera”; “cielo a pecorelle pioggia a catinelle”. Questi due sono detti che hanno una portata di verità scientifica, in quanto si fondano su basi scientifiche che ne comprovano la loro verità.
I nostri medici stessi ci dicono che il nostro corpo dà dei segnali precisi quando c’è qualcosa che non funziona nel nostro organismo. Quello che viene più ascoltato, infatti, è il dolore, mentre ce ne sono altri che vengono sotto valutati fino a quando la salute appare fortemente danneggiata.
La grandine in forma di pietre, caduta dal cielo, la possiamo quindi interpretare in questa ottica di un forte avvertimento: un segnale ben chiaro che abbiamo oltrepassato il limite nello sfruttamento di questo nostra sorella e madre terra e che non possiamo più trattarla come una mera merce da spremere e da speculare. Il cielo è il grande compagno della terra, per cui ci vuole avvisare che non possiamo più abusarla e violentarla a nostro piacimento, ma dobbiamo cominciare a rispettarla.
Ecco quindi l’Intifada del cielo per difendere e custodire la propria compagna terra.
Adriano Sella
(coordinatore del movimento Gocce di Giustizia,
educatore, scrittore e promotore dei nuovi stili di vita)
(articolo pubblicato su Adista Segni Nuovi del 5 agosto 2023)
Vi presento gli ultimi due libri pubblicati nel mese di maggio e di giugno. Sono 4 i libri che ho pubblicato quest’anno. Con l’ultimo ho raggiunto il 30° libro. Il primo nel 1996.

