Il servizio come chiave cristologica: il gesto rivoluzionario di Benedetto XVI

Il servizio come chiave cristologica per vivere nella fede del Padre

La rinuncia al pontificato di Benedetto XVI svela il volto cristiano della Chiesa

Credo sempre più che è il servizio la chiave cristologica per capire la fede e viverla come Gesù Cristo, a servizio del Regno del Padre.

In questo Anno della Fede, voluto dal papa Benedetto XVI, il più bel gesto, di grande portata storica e teologica, è stato la sua rinuncia al pontificato. Si tratta di una scelta profetica, la vorrei paragonare al muro di Berlino che è iniziato a cascare nella Chiesa cattolica per poter condurla al largo, ossia all’incontro del Dio della vita. È emblematico che sia stato un papa tedesco ad iniziare la caduta del muro ecclesiastico.

È davvero un gesto profetico perché riporta la Chiesa sul binario del servizio, facendoci capire che è il servizio il cuore della fede cristiana. Benedetto XVI nel suo ultimo messaggio, durante l’udienza generale, proprio nel penultimo giorno del suo ministero petrino, ha usato l’immagine della barca dichiarando che la barca della Chiesa non è mia, non è nostra, ma è sua e non la lascia affondare; è Lui che la conduce”. Finalmente, ritorniamo alle origini della Chiesa! La storia della Chiesa narra, purtroppo, come la barca di Cristo era diventata la barca di Pietro e poi del Papa.

Questa tendenza si verifica anche nel nostro piccolo, perché nella barca di Cristo dobbiamo metterci anche le nostre diocesi, le nostre parrocchie, le nostre comunità, i nostri movimenti e gruppi, i nostri programmi e i nostri beni materiali. Tutto quello che amministriamo a livello pastorale può tendere, piano piano, a diventare non più di Cristo ma “mio”: ossia la mia chiesa, la mia parrocchia, la mia diocesi, il mio gruppo, i miei beni.

Alcune manifestazioni dei laici delle comunità parrocchiali rivelano come da parte del clero c’è la tendenza, a volte, di considerare la parrocchia di tutti quando si tratta di lavorare e impegnarsi, ma diventa del parroco quando si tratta di prendere delle decisioni, anche o soprattutto nel gestire i beni materiali perché il denaro dà purtroppo sicurezza economica e potere.

La cultura, diffusa in questi anni dal sistema capitalista di stampo neoliberista, ci condiziona altamente, perché propaga la logica del potere e non del servizio. Il potere emana la logica del possesso e approda nel “mio” come criterio esistenziale. Mentre la logica del servizio, nella chiave cristologica, ci conduce alla missione del Regno del Padre, ossia essere a servizio del Regno di Dio che è una realtà molto più grande del mio o nostro regno, addirittura trascendente cioè che va ben oltre anche alla realtà della Chiesa. Per questo, il Concilio Vaticano II ha svelato alla Chiesa che la sua missione non deve essere ecclesiocentrica ma regnocentrica, ossia una Chiesa in cammino, come popolo di Dio, verso il Regno del Padre.

Questa prospettiva del servizio ci apre al dono del Regno del Padre, facendoci scoprire i segni dei tempi, categoria del Concilio Vaticano II, rivelando come il Regno di Dio è presente nel mondo, manifestandosi anche in altre confessioni cristiane, religioni o realtà laiche.

La logica del servizio ci conduce, quindi, al passaggio dalla mia o nostra chiesa (parrocchia, comunità, gruppo ecc.) a quella del Cristo, aprendoci alla grande realtà del Regno del Padre e percependo i doni di questo Regno di Dio anche nel volto dei più piccoli, oppure nelle parole di coloro che ci criticano e dissentano da noi, come nelle azioni e prassi di coloro che facciamo fatica ad approvare, ma che, con l’aiuto della contemplazione, riusciamo a intravedere dei segni dei tempi.

Insomma, la Fede in Cristo ci pone di fronte ad un bivio: scegliere il binario del potere che ci fa asfissiare o morire nel nostro piccolo regno, oppure intraprendere la strada del servizio che ci fa scoprire quanto è grande e bello il Regno del Padre: un dono d’amore da ricevere e trasmettere agli altri, così come ha fatto Gesù Cristo.

La scelta della rinuncia al pontificato di Benedetto XVI è davvero profetica perché riporta la Chiesa finalmente sulla strada del servizio e non più del potere. Profezia annunciata e testimoniata dal grande vescovo Tonino Bello: la Chiesa del grembiule. Dopo vent’anni dalla sua morte, il vicario di Cristo, Benedetto XVI, successore di Pietro, ha svelato il vero volto della Chiesa: essere a servizio del Regno del Dio.

Padova 7 marzo 2013

p. don Adriano Sella

(missionario e discepolo di Gesù Cristo)

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