Natale 2015: un Dio a Km0 e a costo zero

Natale 2014:

Dio a km0 ma anche a costo zero

Il Natale ci rivela che il Dio di Gesù Cristo (Emmanuele = il Dio con noi) è un Dio a Km0, perché incarnandosi si è reso vicino, accanto a ciascuno di noi. Questo tratto divino l’avevo sviluppato e approfondito in occasione del Natale 2013. Quest’anno voglio far emergere un altro aspetto fondamentale del Dio con noi, ossia un Dio a costo zero, ossia puramente gratuito e senza tariffario.

Nell’immaginario di tanta gente c’è ancora la visione di Dio che ci chiede tante cose per poter avere il suo perdono e la sua grazia: tante preghiere e suppliche, andare a Messa e confessarsi, celebrazioni con incensi e litanie, rosari e devozioni. Sulla scia del Dio predicato dagli scribi, farisei e dottori della legge, al tempo di Gesù, che per placare l’ira di un Dio giudice e per riuscire ad ottenere il suo perdono bisognava salire al tempio di Gerusalemme per realizzare le varie purificazioni e offrire sacrifici.

Bisogna avere il coraggio di ammettere che esiste ancora oggi un supermarket religioso presente nelle nostre diocesi, parrocchie, santuari, basiliche, con un tariffario per matrimoni, funerali, battesimi e anche per le intenzioni dei defunti nelle Messe, comprese le “messe gregoriane” che costano molto in un noto santuario veneto. Questo mercato dei sacramenti ha generato l’immaginario popolare di poter comprare la Messa, mediante l’espressione popolare “pagare la Messa”, in modo da aiutare il proprio defunto a raggiungere il paradiso.

Tutto questo fa emergere un Dio che esige molto, anche in termini di denaro, mentre l’Eucarestia è l’azione di grazia per eccellenza, perché Gesù si è donato completamente e gratuitamente come pane spezzato e vino versato, senza esigere nulla: un amore senza misura e senza prezzo.

Come è possibile monetizzare la grazia di Dio? Siamo di fronte ad una eresia cattolica che non ha niente a che vedere con il cristianesimo, come pure una simonia contemporanea (compravendita di beni sacri spirituali) denunciata già dall’apostolo Pietro negli Atti degli Apostoli 8, 18-25 e messa in pratica soprattutto nel Medioevo.

Scrive il biblista Josè Antonio Pagola, nel suo noto libro Gesù, un approccio storico, rivelando la differenza tra Giovanni il Battista e Gesù di Nazaret: “Neppure il battesimo stesso ha più significato come rito di un nuovo ingresso nella terra promessa. Gesù lo sostituisce con altri segni di perdono e guarigione che esprimono e rendono realtà la liberazione voluta da Dio per il suo popolo. Per ricevere il perdono non è necessario immergersi nelle acque del Giordano; Gesù lo offre gratis a quanti accolgono il regno di Dio (…) Con Gesù, tutto comincia a essere diverso. Il timore del giudizio lascia il passo alla gioia di accogliere Dio, amico della vita (…) Gesù invita alla fiducia totale in un Dio Padre” (p. 96-97).

Papa Francesco nell’omelia del 21 novembre 2014 a Santa Marta, ha lamentato lo scandalo del mercato religioso mediante le tariffe che sono ancora presenti nelle nostre chiese e lo ha fatto alla luce del Vangelo di Luca 19,45-48, dove Gesù, entrato nel tempio, si mise a scacciare coloro che vendevano; “quante volte vediamo che entrando in una chiesa, ancora oggi, c’è lì la lista dei prezzi: battesimo, tanto; benedizione, tanto; intenzioni di messa, tanto...”. Inoltre , il papa ha dichiarato in maniera profetica: “Dunque non si possono servire due signori: Dio è assoluto. Ma c’è anche un’altra questione: perché Gesù ce l’ha con i soldi, ce l’ha con il denaro?. Perché la redenzione è gratuita: la gratuità di Dio. Gesù, infatti, viene a portarci la gratuità totale dell’amore di Dio. Perciò, quando la Chiesa o le chiese diventano affariste, si dice che non è tanto gratuita la salvezza. Ed è proprio per questo che Gesù prende la frusta in mano per fare questo rito di purificazione nel tempio”.

Nell’esortazione apostolica Evangelii Gaudium, papa Francesco dichiara più volte la gratuità dell’amore di Dio, fino ad affermare con forza che la Chiesa dev’essere il luogo della misericordia gratuita (n.114).

Il Natale ci chiama ad annunciare e soprattutto a testimoniare che il Dio di Gesù Cristo, fattosi uno di noi nel prendere dimora in mezzo all’umanità, è un Dio a km0 ma anche a costo zero: offrendoci gratuitamente tutta la sua misericordia e benedizione. Questo è il grande dono del Natale che dobbiamo continuamente offrire soprattutto ai più piccoli e poveri. Un dono che non si trova sulle corsie dei supermercati, ma che si rende presente mediante una relazione interpersonale che deve essere gratuita e amorevole.

Allora impegniamoci a fare in modo che la nostra Chiesa sia strumento di questo amore gratuito di Dio, passando dai doni del babbo natale di questa economia capitalista al dono del Natale: l’amore di un Dio che lascia perfino il suo paradiso per stare con noi, per soffrire con noi e per camminare al nostro fianco fino a farci raggiungere una vita piena, libera da ogni sofferenza e oppressione, intrisa del suo amore di Padre e Madre.

Tramonte (Padova) 9/12/2014

Adriano Sella

(missionario del Creato e discepolo dei nuovi stili di vita)

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