Laboratorio per costruire la pace dal basso

Cari amici e care amiche, in questo tempo così difficile e triste per la guerra nel cuore dell’Europa, che ci ricorda anche le tante guerre dimenticate nel Mondo, ho pensato di elaborare un laboratorio per costruire la pace dal basso. Un laboratorio che possa educarci ad una cultura di pace da vivere nel quotidiano, in modo da risolvere i conflitti che fanno parte della vita, senza più insabbiarli o nasconderli con il rischio che diventino guerre. Buon laboratorio. Adriano

Costruiamo la pace dal basso!

Vieni a costruire insieme la pace dal basso mediante 4 incontri

1° incontro: riempiamo la parola PACE con i nostri sogni, desideri e impegni di un mondo di pace

  • obiettivo: fare pulizia mentale riempiendo la nostra mente con parole di pace, eliminando definitivamente la parola guerra;
  • dinamica: due grandi cartelloni con una grande scritta PACE
    • nel primo cartellone: scrivere insieme Pace nelle varie lingue del mondo e sentire insieme l’espressione Pace secondo gli idiomi differenti:
      • far memoria in forma comunitaria di come si scrive pace in altre lingue e poi utilizzare il cellulare per fare la ricerca della traduzione della parola pace negli altri idiomi mondiali;
      • utilizzare il computer con un buon audio per fare sentire il suono della pace mediante la traduzione vocale della parola pace nei vari idiomi globali.
    • nel secondo cartellone: riempirlo dei nostri pensieri di pace
      • attaccare i vari post-it dove i partecipanti hanno scritto il loro sogno o desiderio o impegno per un mondo di pace;
      • creare un mosaico di pace con i post-it

2° incontro: raccogliamo buone pratiche di pace che ci sono, anche della porta accanto

  • invitare a raccogliere, durante il periodo dal 1° al 2° incontro, almeno 3 buone pratiche di pace che ci sono nel nostro territorio: dentro le nostre famiglie, nel vicinato, mediante l’impegno di gruppi e associazioni, nella comunità parrocchiale, nella comunità civile ecc. (si possono presentare degli esempi concreti per poter facilitare il compito a casa);
  • dare tre post-it da portarsi a casa per raccogliere le 3 buone pratiche
  • durante il 2° incontro:
    • avere una bella cartina geografica del proprio territorio,
    • leggere insieme le buone pratiche di pace raccolte e posizionarle nella cartina geografica sulla posizione dove le abbiamo trovate;
    • in alternativa: si potrebbe utilizzare il multimediale con la cartina google map e con i post-it virtuali da inserire;
    • il secondo momento da farsi è cercare insieme i modi per moltiplicare questo bene di pace che è già presente nel nostro territorio.

3° incontro: trasformiamo i piccoli conflitti in opportunità di costruzione della pace nel nostro quotidiano

  • prendiamo 4 conflitti che sono presenti nella nostra vita quotidiana:
    • a livello personale (non mi accetto, mi sento il male in persona, non riesco a vedere il bene in me e quindi a fare pace con me stesso…),
    • in famiglia (si litiga spesso, si alza la voce, non c’è ascolto …),
    • con il vicinato (non ci si saluta, si parla male del vicino, ogni occasione è motivo di accusare l’altro…);
    • a scuola oppure nel lavoro (ci si scontra con il compagno di banco, la relazione tra insegnante e alunno è difficile e ci si vede come nemici, il bullismo che distrugge la vita dell’altro, tra colleghi di lavoro c’è competizione e non collaborazione, tra datori di lavoro e lavoratori c’è un rapporto di sfruttamento della manodopera e di antagonismo reciproco…)
  • costruire insieme il cammino per non insabbiare questi conflitti che possono diventare guerre. Delineare insieme la strada da intraprendere per risolvere il conflitto e costruire la pace a livello personale, famigliare e comunitario (con il vicinato e nel mondo della scuola e del lavoro):
    • mediante 4 pilastri:
      • l’ascolto di se stessi e degli altri,
      • disarmare se stesso per poter disarmare gli altri nel riscoprire il bene e la dignità che c’è in ogni persona umana,
      • riscoprire la bellezza della collaborazione e dell’unione per liberarci dal male della competizione e della divisione,
      • diventare amanti dell’umanità che ci fa vedere la bellezza delle differenze e ci porta a considerare tutti fratelli e sorelle, facendoci vivere la convivialità delle differenze,
    • simulare insieme qualche conflitto e far vedere come risolverlo mediante questi 4 pilastri, oppure raccogliere delle narrazioni dove raccontano storie di pace e leggerle insieme (la forma teatrale e narrativa sono molto efficace per imprimere nella memoria la via della pace).

4° incontro: pensiamo globalmente e agiamo localmente: dalla pace globale alla pace comunitaria e personale, mediante la bellezza di sedersi a tavola insieme

  • costruire una tavola rotonda nella forma del mondo (poliedro e non sfera),
    • sedersi tutti attorno alla tavola globale per vivere la convivialità delle differenze,
    • suddividere la tavola in continenti e i partecipanti diventeranno abitanti dei vari continenti,
    • sulla tavola mettere il cibo portato che viene condiviso ma anche il cibo della Parola di Dio.
  • scoprire insieme gli elementi principali della commensalità con la grande preoccupazione che nessuno possa essere escluso:
    • la presenza dell’altro (mai senza l’altro);
    • tutti disarmati (deporre le armi delle discriminazioni);
    • il faccia a faccia dei commensali (la commensalità): osservare i volti;
    • la condivisione dei beni (non solo materiali ): ognuno condivide qualcosa;
    • il clima di gioia e di festa: il mio volto e le mie parole che esprimono la gioia di stare insieme;
    • i segni della sovrabbondanza e della vita in abbondanza (portiamo del cibo da condividere);
    • il dono della Parola di Dio evidenziando il sogno di pace del profeta Isaia e di Gesù Cristo, ma anche il sogno di pace di papa Francesco mediante le encicliche Laudato si’ e Fratelli tutti;
    • la narrazione della vita quotidiana (ognuno raccolto un frammento della sua vita);
    • la disponibilità a perdonarsi (dire scusa per aver pensato male dell’altro);
    • il rinforzo delle relazioni umane (esprimere un impegno per migliorare le proprie relazioni con gli altri);
    • il desiderio, infine, di rivedersi ancora (dire grazie nell’esprimere la motivazione).
  • chiudere gli occhi e sognare il mondo con tutti gli abitanti come se fosse questa nostra tavola;
  • imbandire la tavola globale della commensalità con la bellezza della musica: ascoltare alcune musiche molto significative: we are the world, gli altri siamo noi, il mondo che vorrei…)

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